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Sibillini Bikepacking?…Perchè NO!

Il Weekend del 4 e 5 Luglio abbiamo percorso la traccia del Sibillini Bikepacking che, oltre ad essere un evento che si svolge tutti gli anni, è anche un percorso permanente. Il tour è lungo complessivamente 160 Km, con un dislivello di 5000 metri e vi porterà alla scoperta del parco nazionale dei monti Sibillini. In questo articolo vi parleremo del perchè secondo noi non dovete assolutamente partecipare.

1 – L’organizzazione

L’organizzazione è impeccabile! Ci siamo iscritti una settimana prima della partenza; in meno di due giorni dopo aver pagato la quota di iscrizione tramite paypal, abbiamo ricevuto la mail con la conferma, la traccia, un esaustiva fonte di informazioni e raccomandazioni per godersi al meglio il giro.

2 – Il prezzo

Il costo è di soli 26 Euro, nei quali è compreso: Una roadmap, da ritirare presso la pasticceria La Vissana o al centro informazioni turistiche, una maglietta ed una calamita in legno, che ritirerete al terzo checkpoint Rifugio La Capanna, la traccia gps ed un ottimo e ben fatto roadbook con tutte le informazioni necessarie.

3 – Il Percorso

Il tour si percorre in senso Orario, parte dall’antico borgo di Visso ed è al 99% ciclabile, sono veramente pochi i punti in cui vi ritroverete a spingere la bici. Il tracciato è molto vario ed a seconda della zona cambia anche il paesaggio. Pedalerete attraverso strade bianche, singletracks e dolci prati. La zona Est inoltre offre anche delle belle discese divertenti, se avete un pò di dimistichezza, vi divertirete molto.

4 – Il cibo

Partirete da una pasticceria, quindi non dimenticherete di fare colazione, se mantenete il giusto ritmo, ovvero quello del viaggiatore lento arriverete al lago di Fiastra per la merenda e al Rifugio La Capanna per il pranzo. Ed infine avrete il Guerrin Meschino ed il Rifugio Altino per la cena e per passare la prima Notte. Noi abbiamo dormito al Rifugio Altino, che ringraziamo per averci dato la possibilità di bivaccare sotto il suo portico. Arrivati a Castelluccio di Norcia, troverete molte opzioni per rifocillarvi, noi abbiamo mangiato 3 panini del Sentiero delle Fate.

5 – I panorami

Nonostante il brutto tempo del primo giorno, siamo rimasti affascinati da questi posti stupendi. Abbiamo avuto anche la fortuna di assistere alla fioritura di Castelluccio evento unico al mondo. Lasciamo che le foto parlino da sole!

Conclusione

Spero che abbiate capito la provocazione delle prime righe, consigliamo a tutti, anche a chi non è un bikepacker, di partire per questa fantastica avventura, da soli o in gruppo la scelta a voi.

Ricordiamo inoltre che il Sibillini Bikepacking è stato pensato e creato da Ivano D’Orazio, Fabrizio Castelli e Loretta Piergentili che ringraziamo.

Il progetto sebbene sia patrocinato dalla regione Marche e conta diversi partner, si sostiene soprattutto e grazie alle quote di iscrizione, noi siamo convinti che iscriversi sia l’unico modo per viverla al meglio!

Ricordiamo inoltre che questo territorio è stato colpito negli anni da diversi eventi sismici ed in alcuni luoghi sono ancora ben visibili i segni che ha lasciato. Percorrendo questo tracciato contribuirete alla rinascita di un territorio che non si dà per vinto.

Note e consigli

  • Attenzione! Nella discesa che porta al Guerrin Meschino, ci sono dei cancelli per il contenimento del bestiame fatti con filo di ferro, uno in particolare poco visibile, appena dietro una curva in pendenza.
  • Arrivati ad Altino fate una sosta al Belvedere, il panorama è mozzafiato.
  • La Salita che porta a Forca di Presta è molto trafficata nelle ore di punta e nei WE, vi consigliamo di percorrerla alle prime ore del mattino o nel pomeriggio.
  • La fioritura di Castelluccio è un evento unico al mondo, non stupitevi se troverete moltissima gente, Il mio consiglio è di timbrare al check point, comprare dei panini al volo delle birre e proseguire, la vista dall’alto è spettacolare e sarete tra i pochi fortunati a godersela.

Per tutte le informazioni ed i link potete visitare il sito: http://www.sibillinibikepacking.it/


Prima di salutarci vi invitiamo a seguire la nostra pagina facebook e lasciare un like; Se volte raccontare la vostra avventura scriveteci tramite la sezione About o tramite la nostra pagina facebook.

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Lazio Trail Extreme 2° parte


Il Lazio Trail è un viaggio attraverso una delle regioni meno note e più affascinanti d’Italia, luogo di origine del grande Impero Romano.

Con partenza dal Parco degli Acquedotti di Roma, percorre antiche vie consolari, cammini di pellegrinaggio, sentieri di montagna attraverso 7 dei Borghi più Belli d’Italia, riserve naturali, laghi e boschi.

Quest’anno ha avuto luogo il 04 Luglio, nella nostra scheda trovate maggiori informazioni sui percorsi e il fantastico video di presentazione.

La scorsa settimana vi abbiamo raccontatoto la prima parte dell’avventura di Gianlugi Bellantuoni ed oggi continuiamo la nostra intervista.

Il racconto di Gianluigi Bellantuoni 2° Parte

Gianlugi ha avuto la fortuna di poter testare la traccia extreme del 2020 con una partenza anticipata.

Ciao Gianluigi eccoci di nuovo qui, ti va di raccontarci la seconda parte del tuo viaggio?

Certo molto volentieri, ripartiamo dalla settima tappa:

7ª tappa Miciliano – Corchiano km 110

È la tappa di montagna, la più alta del trail. Parto presto dopo aver fatto abbondante rifornimento d’acqua. Raggiungo il rifugio Sebastiani, ancora chiuso e svalico il passo dove inizia la parte più spettacolare del mio trail. Una giornata di sole limpido, aria frizzante, tipica delle zone di montagna, dopo giornate di maltempo, quando i venti settentrionali spazzano le nubi ed i cattivi pensieri. Qui mi sento a casa e lo sguardo spazia a 360° dall’alto di queste montagne, che nulla hanno da invidiare alle Alpi, anche se a volte, erroneamente, si è portati a considerarle di serie B.
Il percorso, tra continue salite e discese, spesso non pedalabili, è veramente molto suggestivo. Un tratto su strade bianche tra campi di grano mi riporta verso l’ultima lunga salita, che conduce all’ennesimo altopiano (ormai ho smesso di contarli). La parte più impegnativa del dislivello è fatta mi dico, ma il percorso è ancora insidioso con continui saliscendi taglia gambe e la stanchezza si fa sentire.
Nei pressi di Corchiano, a 70 km da Viterbo, decido che è il momento di fermarmi.

8ª tappa Corchiano – Bagnoregio 130km

I settanta chilometri che mi separano da Viterbo sono interminabili, fa caldo e il percorso è un continuo saliscendi, niente pianura, niente salite e discese degne di questo nome, solo strappi, secchi, snervanti. Io soffro il caldo e la gamba non gira più. Mi ricordo però che in tutta questa fatica ho attraversato dei posti bellissimi, dal parco delle Forre di Corchiano alla giungla più selvaggia, dove un torrente impetuoso scorre tra giganteschi massi preistorici. Finalmente Viterbo, dove l’amico Daniele mi aspetta con la sua compagna per salutarmi e pranzare assieme, un buon pranzo abbondante ed in ottima compagnia. Tra un piatto e l’altro scambiamo quattro chiacchiere, il tempo è passato veloce ed è già ora di ripartire. Per un lungo tratto mi accompagna Daniele, mi “tira” nei lunghi piani e mi aspetta in salita, arriva anche un temporale che mi rinfresca. I chilometri in due passano veloci, nonostante la stanchezza e i dolori vari. Mi fermo in tenda  alle 22 a Bagnoreggio a pochi chilometri da Bolsena.

9ª tappa Bolsena – Tarquinia km 140

Sulla carta dovrebbe essere la tappa più facile con poco dislivello e tanta pianura, ma dopo 700 KM tutto è possibile.
L’aspettativa di chiudere il trail in giornata mi fa dormire poco e male, quindi decido di partire presto. I primi chilometri sono un continuo saliscendi lungo le colline che circondano il lago vulcanico di Bolsena. Faccio abbondante scorta di acqua e viveri perché da questo punto non ci sarà più nulla fino all’arrivo. Il clima è decisamente cambiato, la tanto attesa estate è esplosa improvvisa. Poteva anche aspettare qualche ora! Non mi resta che soffrire, abituato ai climi freddi, pedalare in queste condizioni per me è devastante. Cerco di reagire, ma la gamba non va, i dolori si accentuano, il fondoschiena non sopporta più la sella, sono costretto a scendere ad ogni salita. Lo so, mancano pochi chilometri, ma scorrono lentamente. In lontananza la centrale, il mare, le navi da crociera ancorate a Civitavecchia, forse la meta si avvicina, continuo su strade bianche polverose e strade asfaltate poco trafficate, con vento caldo, caldissimo che a tratti mi aiuta. Finalmente le indicazioni per Tarquinia, dai che ci siamo, mi dico! Ed invece, improvvisamente la traccia gira verso l’interno, di fronte a me la rocca del castello. Comincio a temere il peggio ed a maledire Daniele. La salita è molto dura, ma breve ed il panorama ripaga dello sforzo. Ora è proprio fatta. Avviso Daniele che rischio di perdere il treno e che mi fermo direttamente alla stazione. Lo trovo là che mi aspetta coi biglietti in mano, pronto a immortalare il momento.

Grazie Gianluigi un bellissimo racconto, dacci un tuo resoconto finale, consigleresti questo trail?

È stata un’esperienza bellissima, un trail lungo, impegnativo, con tanto dislivello sentieri spesso al limite del pedalabile, tratti nella natura più selvaggia senza alcuna possibilità di ririfornimento. Il maltempo dei primi giorni ne ha esaltato le caratteristiche, scavando e trasformando i sentieri in corsi d’acqua e piste di fango. In  una parola, extreme. La traccia percorre tutto il Lazio, lungo i confini, dalla capitale, agli Appennini, al mare.
Mi godo il momento di gloria, questa volta sono veramente provato, ma felice come un finisher al Tour Divide. Non sarà un trail così blasonato, ma altrettanto bello e spettacolare.

Ringraziamenti?

Un ringraziamento Daniele Bifulco, sempre presente per qualsiasi esigenza e a tutti gli amici che mi hanno seguito virtualmente e incoraggiato in questa avventura.


Si conclude qui il racconto di questo entusiasmante viaggio, vi ricordiamo che se volete raccontrci la vostra avventura potete scriverci attraverso la sezione about oppure contattarci via facebook.

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Lazio Trail Extreme 1° parte

Il Lazio Trail è un viaggio attraverso una delle regioni meno note e più affascinanti d’Italia, luogo di origine del grande Impero Romano.

Con partenza dal Parco degli Acquedotti di Roma, percorre antiche vie consolari, cammini di pellegrinaggio, sentieri di montagna attraverso 7 dei Borghi più Belli d’Italia, riserve naturali, laghi e boschi.

Quest’anno avrà luogo il 04 Luglio, nella nostra scheda trovate maggiori informazioni sui percorsi e il fantastico video di presentazione.

Il racconto di Gianluigi Bellantuoni 1° Parte

Gianlugi ha avuto la fortuna di poter testare la traccia extreme del 2020 con una partenza anticipata.

Ciao Gianluigi iniziamo con alcuni numeri…

In realtà per me sono poco importanti, è il viaggio che conta, ma si comincia sempre così e quindi:

  • 920 km, su 830 di traccia
  • 21200 mt D+
  • 8 giorni e 10 ore totali
  • 1 notte in B&B, 1 cena e 1 pranzo al ristorante
  • 7 notti in tenda, 3 con pioggia
  • 6 barrette
  • 6 zuppe in busta Pronti al Vapore
  • 6 insalatissime in scatola
  • 3 lt e più di accqua/giorno
  • 3247 panini divorati?!?

Direi che i numeri non sono niente male, ti andrebbe di raccontarci le varie tappe?

1ª tappa Roma-Maenza km 130, 2800 mt D+

Sono partito domenica 21 giugno alle 8.00 dalla Stazione Termini di Roma, e sono entrato in traccia presso il Parco degli Acquedotti, direzione sud verso Latina passando per l’Appia Antica, Castelli, Sermoneta, Maenza, attraverso facili offroad e strade poco trafficate. L’inizio è stato molto tranquillo, anche da Maenza dove sono iniziate le prime salite. Verso sera ho posizionato la mia tenda poco sopra Maenza in una piazzola.

2ª tappa Maenza-Fiuggi km 100, 2700mt D+

Sono passato per i paesi di Prossedi – Patrica – Alatri – Vico. Da qui in poi ho iniziato a risentire dello scarso allenamento sulla bicicletta dovuto al lockdown, infatti avevo al mio attivo solo brevi uscite di poche ore per un totale di 200 km. Il calo fisico rispetto al primo giorno è inevitabile. A questo aggiungiamo il meteo, non ho avuto una gran fortuna, i temporali si susseguivano tra piogge e schiarite per tutto il pomeriggio. Verso sera ormai stanco e fradicio e sotto una pioggia incessante ho piazzato la tenda nei pascoli sovrastanti la cittadina termale di Fiuggi.

3ª tappa Fiuggi-Altopiano di Livata km 85, 2500mt D+

Il trail entra nel vivo con la tappa più dura. Pioggia, fango, lunghe salite e lunghi saliscendi fangosi in quota trasformano la traccia in un percorso a ostacoli. Partenza in salita verso l’arco di Trevi a 1000mt circa di quota e subito giù su verdi pascoli dove mi si rivelano subito gli ingredienti della giornata. Affondo nel fango che si attacca alle scarpe e alle ruote impedendone la rotazione, è impossibile stare in sella ed altrettato difficile camminare con bici al seguito. Raggiungo Subiaco a fatica, faccio rifornimento di acqua e viveri ed inizio la lunga salita che porta ai 1300 mt di Livata e poi al passo a 1780 mt. Da qui breve discesa tecnica su single track e “scatenamento” di Giove Pluvio che si accanisce contro di me per tutto il pomeriggio e la notte.

Giove Pluvio

Il lunghissimo altopiano, con continui saliscendi tra boschi e meravigliosi pascoli verdi popolati da mucche, pecore e cavalli allo stato brado, si trasforma in una trappola di fango rendendo molto difficile e faticosa la progressione anche a piedi. Nel vano tentativo di raggiungere l’inizio della discesa finale decido, sul crepuscolo, di attendarmi in questi ameni luoghi. Continua a piovere e la temperatura scende fino a 6 gradi.

4ª tappa Livata – Orvinio 50 Km

Solo una cinquantina di chilometri e poco dislivello, sono veramente stanco, pago gli sforzi del giorno prima per superare le zone fangose e lo scarso allenamento. In più per me, nei lunghi trail, il quarto giorno è quello tradizionalmente più difficile in cui si manifesta la crisi e cominciano a farsi avanti i desideri di abbandono. È fondamentale riuscire a gestire questi momenti di difficoltà: tirare i remi in barca, assecondare il corpo rallentando l’andatura e limitando al minimo gli sforzi, concedersi un breve riposino e accorciare la tappa. Questi piccoli accorgimenti aiutano a riprendersi, ma soprattutto non bisogna mai perdere di vista l’obiettivo finale, mantenendo sempre alta la motivazione e la convinzione di potercela fare, perché oggi sono cotto e vorrei essere a casa sul divano, ma domani è un altro giorno e sicuramente le cose cambiano. In questi momenti aiuta molto l’appoggio degli amici che mi seguono e devo dire che senza il sostegno di Daniele forse sarei tornato a casa. Fatto sta che su suo consiglio raggiungo Orvinio nel primo pomeriggio. Qui mi aspettano i carinissimi Simonetta e Maurizio del b&b Il Sorriso dei Monti pronti ad accogliermi con tutta la loro ospitalità. Sarà questa l’unica notte in struttura con una abbondante carbonara per cena. I desideri di abbandono si trasformano subito nella convinzione di potercela fare. Domani è un altro giorno, si ricomincia!

5ª tappa Orvinio-Staffoli circa 90km

Finalmente torna a splendere il sole e il di conseguenza anche il mio sorriso. Sono più che mai deciso a portare a termine il trail, riparto in direzione…no…qualcosa non va, qui ci sono già passato ieri, eppure il gps segna questa direzione, spengo e riaccendo, forse ci siamo, allungo 10Km prima di capire che era la direzione sbagliata. Raggiungo Pozzaglia, dove saluto Fernando, proprietario del bar in piazza e amante di Bormio dove trascorreva molte delle sue vacanze. Sono tante le storie che legano questo paesino della Sabina alla mia Magnifica terra, grazie al parroco originario della nostra zona, che negli ’90 organizzava per i ragazzi del luogo i campi estivi nel Bormiese. Da qui ha inizio una breve salita in quota e una spettacolare discesa in picchiata sul lago del Turano, dominato dal caratteristico borgo di Castel di Tora. Nuova salita, nuova discesa, altro lago, bello come il precedente. È il Lago del Salto, ultimo avamposto di civiltà prima di 70 km di montagne e null’altro. A Staffoli, paesino fantasma di quattro case e una chiesetta, trovo un campettino di calcio semi abbandonato ma falciato. È il luogo ideale per bivaccare!

6ª tappa Staffoli – Miciliano (Terminillo)

Tra un saliscendi e l’altro il tempo passa e raggiungo la prima discesa, ho poca acqua e quindi mi lancio giù veloce. Quando raggiungo Rocca di Corno, il bar è chiuso. Vorrei ricontrollare la traccia ma il telefono non c’è più. Sicuramente l’ho perso nella discesa e quindi risalgo fino in cima, 8 km e nulla, scendo piano piano a piedi, controllando minuziosamente la strada e finalmente eccolo, quel maledetto si era nascosto dietro ad un ciuffo d’erba a bordo strada. Dopo 3 ore senza acqua finalmente la discesa verso Borbona, dove posso rifornirmi. Vi sconsiglio di usare la fontana per lavare la bici perchè qui giace l’anima di una vecchia inferocita che comincia a inveire quando vede un ciclista. Vabbè rinuncio e riparto all’attacco del “mostro”, 25km di salita con 1500 mt di dislivello, lungo l’unica strada rimasta ancora sterrata che si ricongiunge alla classica nei pressi del Rifugio Sebastiani, e da qui allo svalicamento a quota 1900 mt. Il Terminillo, la cima Coppi del trail, lo Stelvio degli Appennini. Ma per oggi ho fatto abbastanza, la gamba torna a girare al meglio e non voglio pregiudicare la tappa successiva quindi raggiungo Miciliano e poco oltre i 1000 mt trovo un pianoro con una chiesetta dove piazzo la tenda e mi godo il tramonto.


La prima parte di questo entusiasmante viaggio finisce qui, la prossima settimana vi racconteremo le ultime tre tappe e le impressioni del nostro amico Gianluigi.


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Vinci il STT 2020

Qualsiasi sia il tuo stile di guida: cicloturista o bikepacker, qualisiasi sia il tuo mezzo: bici da corsa, gravel o mountain bike, questo è il concorso che fa per te.

Cosa aspetti, leggi le istruzioni e partecipa!

In collaborazione con Meranobike, abbiamo deciso di regalare ad un un fortunato o Forunata ciclista la partecipazione al South Tyrol Trail 2020. Dopo la breve presentazione del trail e dei percorsi troverete tutte le info per partecipare al concorso.


Il South tyrol trail

Si tratta della prima avventura in completa autosufficienza in bicicletta che si svolge in Alto Adige. La formula è molto semplice: si riceve una traccia da caricare sul GPS, si monta in sella e si segue la traccia fino alla fine! Ogni partecipante è libero di seguire l’andatura che preferisce e di fermarsi dove e quando vuole per mangiare e dormire. Non c’è un tempo limite e la sfida non è contro gli altri, ma solamente contro se stessi!

I percorsi

Visto il successo delle prime edizioni, anche nella sesta edizione, che si terrà nel 2020, il South Tyrol Trail verrà incontro alle esigenze della maggior parte possibile di ciclisti e diversificherà i tracciati, che sono sette: Mtb, Gravel (3 diversi), Road, Mtb Extreme e Road Extreme.

Mountain Bike
  • Classic – 480 Km e 12000 mt d+
  • Extreme – 630 Km e 22000 mt d+
Gravel
  • Classic – 400 km e 6000 mt d+
  • Sport – 600 km e 15000 mt d+
  • Extreme – 800 km e 24000 mt d+
Road
  • Classic – 260 km e 2000 mt d+
  • Extreme – 800 Km e 24000 mt d+

Info e partenza

Per tutti, la partenza è libera ed è fissata da Malles mentre l’arrivo sarà al camping Olympia di Dobbiaco. I percorsi attraversano tutto l’Alto Adige da ovest ad est, dall’Ortles alle Dolomiti, dalla val Venosta alla val Pusteria. I panorami sono favolosi e spaziano dai ghiacciai dell’Ortles a tutte le Dolomiti, inoltre si passa per tutti i centri storici delle principali città della provincia.
Tutti i percorsi sono studiati per essere perfettamente collegati dalla rete ferroviaria, sia per la partenza da Malles, sia per il ritorno da Dobbiaco a Bolzano e a Malles, e sia per eventuali problemi meccanici o fisici, il trail passa infatti spesso nei pressi delle stazioni ferroviarie, da dove si può, in breve tempo, raggiungere le città più importanti.
Oltre che con biciclette gravel, si può naturalmente partecipare con mountain bike normali o assistite.
Le varie tracce sono state controllate e percorribili, le partenze sono già aperte!
Iscrizioni su www.meranobike.it


Come partecipare:

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3 – Compila il form

4 – Condividi questo post


Avete tempo fino al 26 Luglio, entro il 01 Agosto verra annunciato il vincitore

La Sardegna unita riparte!

Finalmente è arrivato il momento di annunciare le nuove date dei Trail sardi e lo vogliamo fare TUTTI ASSIEME in nome dell’UNIONE di intenti che contraddistingue la volontà di tutti noi di portare avanti, nonostante il triste periodo attraversato, un programma di eventi che vuole significare una volontà di ripresa, di rinascita e di non volersi arrendere! 💪👊😎
Un grande segno di solidarietà è stato dato dagli organizzatori dei Trails che erano in programma per l’autunno, prima della pandemia, il Sirbonsbiketrail, il Gtrackmtb il TrailAnglonaNurra, che hanno volontariamente annullato l’evento per lasciare spazio agli altri che erano già avanti nell’organizzazione. Questo è un forte segnale dell’ UNIONE e dell’ AMICIZIA che ci lega e che sicuramente nel 2021 ci vedrà tutti assieme in una nuova programmazione di Trail sardi.

Allora segnatevi le date:
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➡️- Belvì Trail – 11 settembre 2020
➡️- Supramonte X-Wild – 9 ottobre 2020
➡️- Mining Trail – 23 ottobre 2020

Per tutti i trail sono riaperte le iscrizioni che trovate accedendo alle rispettive pagine dei siti ufficiali degli eventi!


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