Uniti più che mai – Sila3vette

Noi Insieme a voi continueremo ad andare avanti.

Giuseppe Guzzo

Ho vissuto delle emozioni forti, quando per la prima volta ho visto il video ideato da Mara Carchidi e narrato da Giuseppe Guzzo. Un video che spiega in pochi minuti tutto quello che c’è dietro l’organizzazione di una manifestazione internazionale come lo è Sila3vette. Un video che dà speranza in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo. Prima di guardare il bellissimo video, insieme a Mara vogliamo raccontarvi cos’è Sila3Vette.

Cos’è Sila3Vette

Un evento sportivo unico in Italia, nato sullo stile delle sfide dei grandi Nord. Associa nella stessa avventura runners, biker, scialpinisti, ed appassionati della corsa con i cani (canicross). Per maggiori informazioni sui percorsi potete visionare la nostra scheda.

Il campo di gara

L’evento sportivo si svolge nel cuore del Parco nazionale della Sila, in Calabria. Il campo di gara è caratterizzato dai tipici paesaggi freddi del grande nord. Quello che ha sbalordito i molti partecipanti, che hanno decretato l’unicità della Sila3Vette, sono: la latitudine del territorio, i dislivelli costanti e le forte variazioni meteo dettate dal Mediterraneo. La cornice da favola dell’evento è Camigliatello Silano, una località montana del paese di Spezzano della Sila.

Una sfida da non sottovalutare

Una sfida contro se stessi capace di stabilire un reale  contatto con la natura ed il proprio io interiore, non a caso il motto della Winter Challenge più a Sud d’Europa è proprio #sfidatestesso! Qui lo sport e lo spirito d’avventura consentono di vivere un’esperienza unica e sensazionale in una sfida che non si basa principalmente sulla lunghezza della traccia, come si punta nel resto d’Italia o in Alaska e in Canada, ma che si sviluppa sulla difficoltà nella presenza di forti dislivelli presenti sui percorsi che attraversano fitti boschi e salite mozzafiato.

Un pò di Storia

Nata nel Febbraio 2017, in questi anni la manifestazione ha acquisito sempre più notorietà negli scenari delle sfide invernali, diventando l’unica Winter Race in Italia aperta a più discipline e gemellata in Europa con la Rovaniemi150 e con l’IditaSport in Alaska.
L’evento sportivo nel cuore del Parco nazionale della Sila, oltre a rappresentare una gara, è anche un appuntamento ludico per appassionati del mondo outdoor a cui tutti possono partecipare.

La Winter Challenge è creata e organizzata dall’ Asd Tmd360 Sport: a fare squadra Giuseppe Guzzo e
Mara Carchidi, ideatori dell’evento che punta alla valorizzazione del territorio a livello internazionale. L’idea è quella di abbinare le bellezze dell’altopiano silano alla capacità atletica dei partecipanti per  promuovere la Calabria al fine di renderla punto di riferimento dello sport invernale internazionale.


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L’edizione 2021

Il 12-13-14 Febbraio 2021 si terrà la quinta edizione dell’appuntamento che richiama sui monti
dell’altopiano silano appassionati ed atleti da tutto il mondo. Cosa aspettate? Iscrivetevi per vivere le fantastiche emozioni che può regalarvi il Parco Nazionale della Sila.

Sila3vette é riconosciuta come manifestazione nazionale; rientra nel calendario Opes Italia e quindi può operare nel rispetto della normativa.

Il video

Guardatelo tutto d’un fiato e dopo correte ad iscrivervi all’edizione 2021!


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La Spagna Vuota in bikepacking e cicloturismo

Un viaggio nel tempo attraverso enormi lande desertiche, villaggi abbandonati, comunità rurali in via d’estinzione e borghi dediti alla solitudine. Questo è molto altro è La Spagna vuota, un libro di Sergio del Molino pubblicato nel 2019che raccontaun viaggio in quella Spagna spopolata.

Iniziamo così, con la presentazione di un libro, che ci è stato consigliato dal protagonista della storia che vi racconteremo. Lui, esce spesso a fare un giro, in sella alla sua CiscoDunbar ed in bikepacking, in questa Spagna sconosciuta, una terra che lo ha sempre affascinato ed attirato, un magnetismo romantico dal quale non riesce a staccarsi.

La Spagna vuota

Prima di presentarvi il protagonista facciamo un piccolo approfondimento. “La Spagna vuota” è un termine coniato dall’autore Sergio Molino entrato oramai nel lessico contemporaneo. Con questo termine si vuole evidenziare un fenomeno che ha visto il suo culmine alla fine del dopoguerra e che ha visto l’abbandono della ruralità a favore di una prospettiva di vita urbana.

In Spagna questo fenomeno è più accentuato, in un territorio di circa 268 mila chilometri quadrati (La Spagna Vuota), cioè più o meno come l’Italia, gli abitanti sono poco più di 7 Milioni, divisi in cinque regioni autonome. La densità di popolazione è bassissima, sfiora quella dei paesi del nord Europa. Un territorio solitario. “Sembra di essere in un film Western” ci racconta il nostro protagonista. Fuori dai pochissimi centri urbani, la terra è molto aspra, poverissima e abbandonata da tutti.


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Esco A Fare Un Giro di Stefano Scapitta

Il nostro blog parla soprattutto di trail, ciclismo d’avventura (adventure cycling), ciclismo rurale, viaggi in bici e bikepacking. Proprio per questo motivo i protagonisti di questo articolo sono Stefano e le sue avventure spagnole.

Stefano Scapitta è un orafo piemontese, classe 69′. La sua carriera sui pedali inizia all’età di 24 anni e per ben 14 anni si è dedicato al ciclismo agonistico con i colori della Fenice MTB. Terminata l’esperienza agonistica, con ampi successi a livello regionale, decide di prendersi un momento di pausa, fino al 2012 quando insieme ad un amico parte per Barcellona, il 26 Dicembre (Santo Stefano) partono in nave da Genova e rientrano in Italia ripartendo il giorno di Capodanno, in bicicletta. Nove giorni, quasi 1200 Km e un approccio più cicloturistico, con portapacchi e borse. Come primo viaggio dobbiamo dire che non si sono risparmiati.

Un giorno da ricordare per Stefano, perchè ha dato il via al suo progetto. Esco a Fare Un Giro vuol dire disegnare tracce inedite in territori sconosciuti da percorrere in bicicletta. Avventure rurali ricche di incognite, romanticismo, passione, fatica e, perchè no anche di momenti in cui bersi una buona birra.

Atmosfere di Sassi e polvere

Con i suoi primi tre viaggi Stefano ha coperto il periplo della Spagna, tutto in fuoristrada e tutto seguendo itinerari inediti. Vediamoli nel dettaglio:

2015 – Trans Alp Pirenaica

Viaggio in solitaria, 3.700 km e 55.000 metri di ascesa. Da Valenza alla volta di Cadaques, Traversata dei Pirenei in fuoristrada fino a San Sebastian e rientro in Italia.

2017 – Trans Cantabrica

Partenza da Lourdes, circa 2.500 km e 45.000 metri di ascesa, metà dei quali fatti in off road. Traversata dei Pirenei e delle Asturie attraverso la Cantabria nel nord della Spagna, e per finire una volta a Ponferrada verso Barcellona per poter tornare in nave in Italia.

2018 – Trans Iberica

3.000 km e 54.000 metri di ascesa di cui ben 2.700 in fuori strada. Da Lèon a Barcellona, attraversando il Portogallo, percorrendo la serra de Estrela, l’Andalusia passando per Cordoba, Granada e Albacete. Per non farsi mancare nulla anche i 3.396 metri del Pico Del Veleta (la strada carrozzabile più alta d’Europa).


Gli ultimi due viaggi invece lo hanno portato nell’entroterra Spagnolo e sono:

2019 – Sierra Nevada – Carretras altos

700 km sul più grande massiccio della penisola iberica, La Sierra Nevada. Da Almeria a Granada circa 350 km di strade in altura, da Granada via Guadix passando per il deserto De Gorafe, uno dei luoghi più aridi d’Europa.

2020 – Montanas Abandonads – Les calles de los ultimos

2.000 km ed oltre 37.000 metri di ascesa nella Spagna “VUOTA” tra le regioni iberica con la più bassa densità abitativa d’Europa , seguendo strade sterrate frequentate ormai da pochissime persone, un viaggio indietro nel tempo nella Spagna rurale.


L’intervista

Concludiamo questo articolo con una breve intervista, siamo molto curiosi e non potevamo lasciare Stefano senza che ci raccontasse qualche aneddoto:

Allora Stefano, puoi dirci quando è nato l’amore per la Spagna e cosa ti porta a pedalare in questi territori?

Sinceramente non saprei, so solo che adoro il caldo, gli spazi immensi, la polvere ed i sassi, sogno l’America Latina e forse la Lpagna è la terra Europea che più le si avvicina.

Possiamo dire che con i tuoi viaggi hai coperto gran parte del territorio spagnolo, quali sono i tuoi luoghi preferiti?

Impossibile fare una cernita, la Spagna mi ha regalato forse le emozioni più intense in luoghi apparentemente senza nessuna importanza, forse dovendo scegliere, Andalusia, Sierra Nevada ed Asturie, però ripeto, la Spagna può stupire dietro ogni curva, io poi ne apprezzo l’assoluta desolazione di certe zone.

Tanta solitudine ma anche tante emozioni, ci racconteresti alcuni dei momenti che ti sono particolarmente a cuore?

Nel 2015 durante la TRANS-ALP-PIRENAICA  vidi per la prima volta il canyon del Parque de l’Ordesa y Monte Perdido provai qualcosa di fortissimo, mi misi a piangere per 10 minuti. Essere davanti a tanta bellezza inaspettata e dopo esserci arrivato in bici dall’Italia fu emotivamente devastante.

Poi mi sono rimasti impressi il deserto de Tabernas e de Gorafe, luoghi che non si possono dimenticare. Pedalare in solitudine in quei luoghi è un’ emozione intensissima.

Vediamo spesso nelle tue foto una birra ed una bici, perché non ci dici che sapore hanno quelle birre?

La birra a fine giro è un must.

Dopo ore di caldo torrido gustarsi una “cerveza” è qualcosa di indescrivibile, oppure come si usa in Spagna una “cervesa y Limon” talmente fredda che la schiuma cristallizza.

Pensa che una volta, dopo che per tutto il giorno avevo patito il caldo, per alcune ore pure la sete visto che ero rimasto a secco, durante una tappa particolarmente impegnativa per chilometraggio e dislivello, quando finalmente arrivai in paese e trovai il campeggio, mi sedetti nel dehore del bar ed ordinai due birre medie. Quando il cameriere me le portò al tavolo,  la prima non gliela feci nemmeno posare, mentre prendeva l’altra io la bevvi tutta, poi mi gustai con calma la seconda.

Un’ ultima domanda, abbiamo notato che sei passato da un montaggio in stile cicloturismo con le borse da viaggio classiche al bikepacking, cosa è cambiato per te?

Il bikepacking ha rivoluzionato tutto, il mio modo di viaggiare è cambiato completamente. Innanzitutto mi ha aiutato ad alleggerire la bici, con le borse classiche da cicloturismo tendevo a caricarle al massimo con conseguente aumento di peso e soprattutto di cose inutili che portavo con me. Inoltre il bikepacking mi ha spinto a progettare percorsi sempre più impegnativi in quanto aumenta la pedalabilità della mia Locomotive CiscoDunbar e soprattutto l’agilita, sia in salita che in discesa.


Salutiamo e ringraziamo Stefano, se volete sapere di più su di lui vi invitiamo a seguire la sua Pagina Facebook – Esco a Fare un Giro. Se invece volete fare una pedalata insieme a lui vi invitiamo a seguire l’associazione Monferrato Bike Ride che propone un ciclismo diverso all’insegna dell’avventura e del divertimento.


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Sardegna Isola dei Trail

Un bellissimo video documentario di LucanasTV che parla di Sardegna cicloturismo e ciclismo d’avventura. Nel video trovate una bella descrizione dell’edizione 2020 del Belvì Trail .

Vi ricordiamo che la Sardegna è una terra dove la passione per la MTB è forte, un territorio aspro dove l’esplorazione e l’avventura è sempre dietro l’angolo.

Quest’anno si sono svolti anche altri due importanti Trail il Supramonte x-wild organizzato da Maurizio Doro, Monica Angioni e Antonio Marino. Vi lasciamo il link per poter vedere le foto dell’edizione 2020.

Monica, Maurizio e Antonio il giorno dopo

L’ultimo Trail, appena concluso, Il Mining Trail organizzato da Nicola Nonnis, presidente e fondatore della Sardinia Sport Adventure ASD. Vi invitiamo a visitare la loro pagina facebook per scoprire l’omaggio che hanno ricevuto i primi arrivati.

Panorami del Mining Trail

Quello che ci stupisce e l’unione ed il senso di comunità che unisce tutti i trail Sardi. Gli organizzatori si sono coordinati affinché le date non si sovrapponessero, soprattutto in un anno difficile come questo. Speriamo il prossimo anno di poter riuscire anche noi a pedalare in questa fantastica terra.

Siete già stati in Sardegna sui pedali? Avete partecipato ad un Trail Sardo?


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pedalirurali

Umbria Trail

Un trail che unisce due opposte filosofie, quella di Fabio, che immaginava un trail duro ricco di salite e discese impegnative, con quella di Andrea, che aveva in mente un tracciato più pedalabile.

Dalla combinazione di queste due scuole di pensiero è nato l’Umbria Trail, un percorso ad anello lungo 450 Km con circa 10.000 metri di dislivello positivo. Un trail che ha come obiettivo quello di farvi vivere un avventura alla scoperta dell’Umbria, dei suoi panorami, dei suoi borghi e dei suoi sapori.

Prima di entrare nei dettagli vediamo chi sono gli organizzatori:

Fabio Lucantoni

Un biker d’esperienza, vive a Passignano sul Trasimeno, dove inizia il trail ed è un grande appassionato di ultra cycling. Tra i suoi traguardi troviamo l’Italy coast to coast e l’HT 550.

Andrea Cottini

Ciclista Ternano, che ha trovato la sua identità nel mondo gravel, bici con la quale ha fatto diverse vacanze. Si perde spesso davanti ad una mappa immaginando e disegnando nuovi percorsi. Vuole far conoscere L’umbria da una posizione privileggiata; In sella ad una bicicletta.

Nel 2020 si è svolta la prima edizione scopriamo come è andata:

Sicuramente Fabio e Andrea quando hanno iniziato a visualizzare questo evento non avrebbero mai pensato di dover fare i conti anche con una pandemia globale, che ha visto diversi eventi legati al mondo bikepacking essere annullati o posticipati. Nonostante tutto e, grazie ad un organizzazione pensata nei minimi dettagli il 19 Settembre ben novantatre fortunati ciclisti sono partiti per questa fantastica avventura.

Vi riportiamo una nota, che condividiamo in pieno, del comunicato stampa che hanno diramato per rassicurare tutti i partecipanti:

“Il cicloturismo può essere una delle vie di fuga dalla pandemia. La sua vocazione al distanziamento interpersonale consente di poter fare una vacanza itinerante in sicurezza ed a contatto con la natura. L’Umbria, una delle regioni meno colpite dal Covid-19, deve sfruttare tutto ciò per ripartire, favorendo il turismo di prossimità ma divenendo anche attrattiva per chi proviene da altre regioni”

Cerchiamo di scoprire qualcosa di più sul percorso:

La scoperta del territorio Umbro non poteva che partire dalle sponde di uno dei suoi laghi, il Trasimeno e farvi ritorno per bere la consueta birra che sancisce la fine del Trail. Un percorso ad anello che parte dal dalla bellissima Passignano sul Trasimeno ed attraversa altri 27 tra borghi e città di interesse storico e culturale. Ne ciatiamo alcune: Panicale, trai i borghi più vbelli d’Italia, bandiera arancione che domina il lago trasimeno dai suoi 440 metri di altitudine, Orvieto, famosa nel mondo soprattutto per il Duomo, meraviglia dell’architettura gotica europea, Narni che ha ispirato i bellissimi romanzi fantasi le cronache di Narnia, Scheggino, uno dei borghi più fotografato dai partcipanti del trail, meno noto degli altri ma non meno caratteristico e ricco di storia, e poi ancora Spoleto, Trevi, Montefalco, Bevagna, Foligno, Assisi e Perugia.

Un applicazione per la sicurezza dei partecipanti

Never Alone, un applicazione nata dall’idea di uno sviluppatore Italiano. Una volta installata ed attivata sullo smartphone, l’applicazione riconosce se siamo fermi nello stesso punto da molto tempo ed in automatico invia un sms con le coordinate gps ad un numero telefonico che abbiamo settato in precedenza.

Per concludere vogliamo lasciare spazio agli organizzatori, Fabio e Andrea che ringraziano:

Per saperne di più:

Vi inviatiamo a visitare la nostra scheda dove troverete tutte le informazioni utili ed i link ai loro canali social ed al sito internet.

Gallery:


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