Ci trasferiamo!

Oggi vi raccontiamo la storia di questi tre cappellini e di come si sono incontrati. Il primo è quello grigio, il cappellino di pedali rurali. Nasce qualche mese fà in onore del nostro primo anno di vita. Lo abbiamo creato in edizione limitata, talmente limitata che l’unico pezzo venduto è il mio e per questo un giorno potrebbe valere un infinità.

Il secondo cappellino è quello rosso, se non è chiaro c’è disegnata una fosglia d’acero ed è la bandiera del canada. l’ho acquistato ancor prima che nascesse pedalirurali. Si, lo so che lo state pensando, ho la fissa per i cappellini.

Il terzo è il cappellino di Push Hard un brand che ha visto qualcosa di bello in quello che facciamo ed ha deciso di essere al nostro fianco. Quindi non meravigliatevi se siamo vestiti bene.

Questi tre cappellini per la prima volta nella loro esistenza sono insieme, e sono in CANADA!

Ebbene si da oggi e per tempo ancora non definito Pedalirurali si trasferisce in CANADA.

Cosa ne sarò di questo sito, di questa pagina e dell’app che abbiamo creato? Ci stiamo pensando, non abbiamo ancora le idee chiare e quindi è tutto in divenire. Per ora il calendario rimane e proveremo a tenerlo il più aggiornato possibile, sarà però difficile per noi partecipare ai trail, scrivere i racconti e le recensioni.

Approfitto e chiudo l’articolo invitandovi a scriverci se credete in questo progetto, se volete collaborare e se avete delle idee e desiderio di svilupparlo e farlo crescere.

Grazie a tutti!

ROMILIA BIKE TRAIL L’ARRIVO

Qualche giorno fà ci ha contattati Daniele Bifulco, per chi non lo conoscesse è l’organizatore del Lazio Trail e owner di Passione a pedali, azienda specializzata in tour guidati in bicicletta. Daniele ci ha inviato una bella descrizione del Romilia Bike Trail ed il suo racconto della prima edizione che si è svolta nel’autunno 2020. Potete leggere la prima parte del racconto qui e la seconda qui.


Prima di lasciare la parola a Daniele vi ricordiamo che Pedalirurali è uno dei principali siti di riferimento per quanto rigurarda il ciclismo di avventura in Italia. All’interno del sito potete trovare il calendario di tutti gli eventi trail. Inoltre abbiamo da questo anno una nuova sezione con i percorsi permanenti e per finire il nostro blog, con i vostri ed i nostri racconti ed i vari approfondimenti.


Verso la gloria

Mi fermo nuovamente ad un bar per fare scorta di cibo e mentre sistemo le cose nelle borse, mi chiama Marco che mi dice di incontrarci sul Monte Busca per scttare qualche foto.

 Lo trovo puntuale con macchina fotografica a bordo strada e, vista l’ora, decido di concedermi una lunga sosta cibo mangiando dei ravioli ai porcini strepitosi assieme a Marco presso il “Ristorante Albergo Monte Busca”. Il cibo mi dà la carica per affrontare la gelida discesa, ma prima di completarla non posso mancare il Vulcano di Monte Busca, il vulcano più piccolo d’Italia, una fontana ardente di metano attiva da prima del XVI secolo chiamata erroneamente “vulcano”. Dopo le foto di rito continuo la discesa un po’ più riscaldato.

Attraverso borghi immersi in vallate e scalo colline. Arrivo a Borello ormai  deciso a chiudere in nottata il trail e quindi mi fermo per l’ultima sosta per far scorta di cibo al supermercato e ritrovare la concentrazione per andare avanti. Le salite  si fanno ripide sempre più, sembra una maledizione, ma son sicuro che è anche la stanchezza, ancora non ho dormito tranne qualche micro sonno.

Vento in faccia

Un vento tremendo si alza e rischio di cadere spinto dalla forza di Eolo, devo camminare e mettermi indosso tutti gli strati che ho con me e coprire le orecchie, la notte ormai è scesa e resto, come spesso mi capita, affascinato dalla potenza della natura.

Parlo col vento cerco di farmelo amico, chiedo permesso di poter avanzare. Arrivo a Montetiffi convinto di aver scalato l’ultima salita del trail; ma avevo fatto un errore, non avevo contato il borgo di San Leo. Scendo a valle nel piccolo Borgo di Secchiano e da qua inizia la ripida salita a San Leo che appare lontano in cima, un faro nel buio.

Le ultime difficoltà

Arrivo al borgo e divoro alcuni Nutella biscuit, nei momenti di difficoltà mi do sempre un premio culinario da gustarmi alla fine delle fatiche. Entro nel borgo che da lontano sembrava bellissimo e che da dentro diventa meraviglioso, dovrò tornarci con calma. “E’ fatta !!!”, penso, “ora si scende e poi tutta pianura fino al mare” ma, invece, la discesa verso San Marino non è così agevole, ancora sentieri e leggere risalite…”maledetti organizzatori di trail … ne so qualcosa”.

Arrivo a valle carico a mille ma … ora inizia la parte mentalmente più dura, la pianura finale, spingo sui pedali, cerco di non guardare il GPS, canto ma niente i chilometri non passano.

Arrivo a Rimini, e una folla di ragazzi mi avvolge devo fare qualche taglia e cuci di traccia nel centro per poter passare senza farmi male e fare male a qualcuno, sembra che qua il virus non esista.

Ed eccoli gli ultimi chilometri da Rimini a Riccione ed ecco finalmente Marco e Stefano che mi aspettano sorridenti all’arrivo, con la mia meritata “Birra Romilia”.

Sono le 1:00 del mattino e non mi ero portato nulla per dormire, provvidenziale arriva Marco che ha con sé sacco pelo e materassino, mi sistemo sotto una tettoia dello stabilimento balneare per proteggermi dall’umidità e crollo in un sonno profondo.

Conclusione

Un trail che consiglio veramente a tutti proprio perché dà la possibilità di scoprire dei posti meravigliosi. La scelta dei percorsi, a cui quest’anno si aggiunge un terzo per bici gravel, chiamato ” In Tlà Gèra”, sempre in dialetto bolognese, letteralmente, “nella ghiaia”, è fatta in modo da non scontentare nessuno, alternando parti semplici e parti più impegnative, restando sempre godibile e pedalabile.

Un vero viaggio nella cultura e le tradizioni di questa parte d’Italia.

Alla prossima, Daniele.


La terza parte ed ultima parte di questo bellissimo racconto termina qui, un grazie a Daniele per aver condiviso con noi questa fantatica avventura.

Vi salutiamo e vi invitiamo a seguire la nostra pagina facebook e lasciare un like per rimanere sempre aggiornati sugli eventi in Italia e sulle avventure dei nostri lettori; scriveteci tramite la sezione About e soprattutto fate un salto nel nostro fantastico shop

LA PARTENZA DEL ROMILIA

Qualche giorno fà ci ha contattati Daniele Bifulco, per chi non lo conoscesse è l’organizatore del Lazio Trail e owner di Passione a pedali, azienda specializzata in tour guidati in bicicletta. Daniele ci ha inviato una bella descrizione del Romilia Bike Trail ed il suo racconto della prima edizione che si è svolta nel’autunno 2020. Potete leggere la prima parte del racconto qui.


Prima di lasciare la parola a Daniele vi ricordiamo che Pedalirurali è uno dei principali siti di riferimento per quanto rigurarda il ciclismo di avventura in Italia. All’interno del sito potete trovare il calendario di tutti gli eventi trail. Inoltre abbiamo da questo anno una nuova sezione con i percorsi permanenti e per finire il nostro blog, con i vostri ed i nostri racconti ed i vari approfondimenti.


La Partenza

Sono le si parte puntuali da Bologna attraversando alcuni dei passaggi iconici del centrocon un pensiero che va al grande Lucio Dalla. Dopo alcuni passaggi per parchi cittadini si raggiungono i colli e, mentre si sale, non può che venire in mente la famosa canzone dei Luna Pop Special 50 “Ma come è bello andare in giro per i colli bolognesi” ma la vespa non ce l’ho e bisogna spingere sui pedali. La vista di Bologna dall’alto è meravigliosa e, come spesso mi capita anche in altri posti, mi da quella calma nel cuore per affrontare la buia e umida notte.

Continuando a suon di musica, in questo caso trash, si raggiunge il borgo di Rastignano noto ai più per il “fenomeno Youtube” Truce Baldazzi, se non sapete chi è vuol dire che siete persone sane.

Dopo aver scavallato un paio di colli, con qualche salita in off road su selciato sconnesso che al buio risulta insidiosa, nonostante le luci, ci si immerge nella umida pianura fino al check point di Medicina.

Da Stefano si mangia

Poco prima di entrare in paese incontro alcuni partecipanti del percorso “In Polleggio” tra cui Valeria, Diego e Francesca e insieme ci dirigiamo verso l’officina di Stefano. I due padroni di casa ci accolgono con uva, banane, pane, mele cotte, salsiccia e uno dei piatti tipici della tradizione bolognese il Friggione, una sostanziosa salsa a base di pomodori pelati e cipolla bianca D.O.P. di Medicina e ovviamente caffè.

Avendo deciso di non fermarmi per la notte preferisco non mangiare troppo e tenermi leggero ma una bella mela cotta non me la lascio scappare. Riparto in pianura ad un buon ritmo nonostante sia in piedi dalla mattina presto, mi sento super sveglio e carico.

Murales di Dozza

Dopo alcuni chilometri nella pianura si ricomincia, finalmente, a salire colline e a scaldarsi. Sento che sto entrando nel vivo del trail e sono pronto a gustarmi i bellissimi borghi emiliani. Resto particolarmente colpito dai murales di Dozza un vero spettacolo. Questi muralessono nati nel 1960, data della prima edizione della “Biennale del Muro Dipinto”. Questa rassegna ha luogo nel mese di settembre degli anni dispari e, col tempo, ha trasformato Dozza in una galleria d’arte a cielo aperto, anche la Rocca Sforzesca di Dozza, che domina il borgo ha un fascino particolare avvolta, come mi appare, dalle luci e dalle tenebre.

Che Battaglia

Tutto fila scorrevole e senza particolari dislivelli fino al Borgo di Tossignano dove decido di fare una 20 minuti di pausa per mangiare qualcosa, sono circa le 3 di mattina. Pensavo di essere vicino alla cima e invece da qua inizia la lunga salita al Monte Battaglia, non parliamo di grandi altitudini, siamo a meno di 700 mt sul livello del mare, ma il fondo richiede impegno e concentrazione. La vista dei resti della torre longobarda, unica parte rimasta della fortezza, e dei monumenti ai caduti della Seconda guerra mondiale di notte sono molto suggestive. Qui, durante la guerra, una brigata partigiana, a fianco dell’esercito statunitense, furono protagonisti di un episodio di alto valore strategico e militare, nell’ambito della liberazione dell’Italia dai nazi-fascisti.

Calanchi all’alba

Per scendere dal Monte si segue l’unico vero sentiero tecnico del trail che riporta a valle. A Casola Valsenio, sono ormai le 5 di mattina, trovo un bar aperto e mi sparo la mia “colazione da trail”, ovvero ingurgitare tutto quello che riesco, senza esagerare, nel minor tempo possibile.

Inizia piano piano ad avvicinarsi l’alba e con essa la pioggia prevista. Arrivo al meraviglioso borgo di Brisighella, dove vorrei fermarmi per gustarmi il luogo ma la pioggia mi incoraggia a continuare.

La signora del ponte o il ponte della signora?

Ancora su e poi giù, mi fermo sotto un capanno per finire di indossare il completo antipioggia e cambiare la maglia termica oramai zuppa di sudore. Arrivo a Modigliana che mi accoglie con la splendida vista del Ponte detto della Signora, un vero spettacolo. Questo ponte risale al secolo XVIII ed è realizzato a schiena d’asino con tre archi a sostegno, detto “della Signora” a causa della sua collocazione, accanto alla villa “La Colombaia” il cui capo famiglia, all’epoca, era una nobildonna. Il nome ufficiale è, però, Ponte di San Donato data la vicinanza di un’antichissima chiesa ora scomparsa dedicata al Santo. To be continued…


La seconda parte di questo bellissimo racconto termina qui, la prossima settimana i guideremo nella parte finale di questo questo bellissimo trail, grazie alle bellissime parole di Daniele.

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ROMILIA BIKE TRAIL 2020

Qualche giorno fà ci ha contattati Daniele Bifulco, per chi non lo conoscesse è l’organizatore del Lazio Trail e owner di Passione a pedali, azienda specializzata in tour guidati in bicicletta. Daniele ci ha inviato una bella descrizione del Romilia Bike Trail ed il suo racconto della prima edizione che si è svolta nel’autunno 2020.


Prima di lasciare la parola a Daniele vi ricordiamo che Pedalirurali è uno dei principali siti di riferimento per quanto rigurarda il ciclismo di avventura in Italia. All’interno del sito potete trovare il calendario di tutti gli eventi trail. Inoltre abbiamo da questo anno una nuova sezione con i percorsi permanenti e per finire il nostro blog, con i vostri ed i nostri racconti ed i vari approfondimenti.


Un viaggio nell’Emilia dei Borghi

Conosco da anni Marco Piedichebrucia Venezia, rodato bikepacker del panorama italiano. Il nostro incontro avvenne a Roma all’interno di un affollato TopBike Rental & Tours, agenzia di tour in bici per cui lavoravo come guida. Marco era là con Valeria, la sua compagna di vita e pedalate, per partecipare assieme a me e ad altri bikers provenienti da tutta Europa e Stati Uniti alla prima epica edizione dell’Italy Divide.

Da tempo volevo partecipare ad un evento in Emilia-Romagna, regione che conosco poco dal punto di vista ciclistico. Quando Marco mi ha detto che stava organizzando un evento assieme all’amico Stefano Romualdi, noto bikepacker italiano per due anni consecutivi finisher alla mitica Tour Divide Race, non potevo farmi scappare l’occasione.

Il trail

La cosa che mi ha da subito colpito dell’evento di Stefano e Marco è il rimarcare le loro origini sin dalla scelta dei nomi dei percorsi. In perfetto dialetto bolognese, “A baluus” e “In pollegio”, scelta originale in un mondo che va sempre più verso l’utilizzo di termini anglosassoni. “A baluus”, se non ricordo male, significa “in abbondanza, molto, tanta roba” ed è infatti il percorso più duro. “In polleggio” invece significa “relax, rilassamento, cazzeggio” ad indicare il percorso più semplice.

L’ottimizazione per le E-bike

 Alla base, comunque, c’è l’idea di rendere i percorsi percorribili con e-bike evitando quindi tratti di portage o zone che, con pioggia e fango, possano rendere troppo ardua la percorrenza in e-bike. L’evento, infatti, è stato, da prima, pensato per e-bike senza preclude la partecipazione di bici classiche. Due partenze distinte, mattina e-bike e sera bike muscolari.

Il percorso

Dando un’occhiata alla traccia, che misura 377 km per 7000 mt di dislivello, si nota che i percorsi cercano di far scoprire borghi e paesaggi naturalistici particolari dell’entroterra emiliano. Da Bologna fino al mare di Riccione. Per concludere, entrambi i percorsi hanno in comune alcuni passaggi e il fondamentale check point “magnereccio” a Medicina, pianificato originariamente presso il Comune del paese che per i soliti motivi legati al corona virus verrà organizzato presso l’area esterna all’officina di Stefano.

Ma come è bello andare in giro per i colli bolognesi…

Dopo alcune interminabili ore trascorse sui regionali arrivo alla stazione di Bologna dove incontro subito Barbara Brandi, biker marchigiana presente anche al Lazio Trail, ed insieme ci dirigiamo al punto di partenza accanto al Parco della Montagnola. Piccola digressione, Bologna è la città dove ho trascorso anche un breve un pezzo della mia vita quando, allora diciottenne, decisi di studiare ingegneria nella città dei portici, in verità il motivo della scelta era perché “Bolo” nei 90 e primi 2000 era una sorta di Mecca dell’hip hop e in generale delle culture alternative, quindi, vista la mia motivazione principe, gli studi finirono dopo pochi mesi. La città non ha bisogno di troppe presentazioni, Piazza Maggiore, i succitati portici, la Torre degli Asinelli, i famosi colli bolognesi.

 I preparativi

Alle 19 iniziano i preparativi, resi più lunghi a causa delle misure per evitare il contagio da Covid-19 e la distribuzione dei “pacchi gara” una utilissima e bellissima maglia tecnica della Aepica e grissini e salamella locale. Incontro tanti amici di Trail: Marcello Orso Corazza, Alessandra Bussoli, Diego Buoso, Francesca Roni, Andrea Marino, Marco Broccoli e ovviamente Valeria Giardino, la compagna di Marco, e ovviamente altri bikers locali e no. Una bella sorpresa mi viene fatta anche dal mio amico Alessio, col quale non mi vedevo da anni, che mi viene a salutare alla partenza.

Ed eccoci qua pronti per affrontare insieme questa avventura, ognuno a suo modo, ognuno sul suo percorso.

Sono le 20 e si parte…To be continued


La prima parte di questo bellissimo racconto termina qui, la prossima settimana ripartiremo proprio dalla partenza di questo trail e viaggieremo con Daniele attraverso i prodotti D.O.P. dei check point, i murales di Dozza e i castelli Emiliani.

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Folletti Avventura

La settimana scorsa abbiamo parlato dei Folletti Verdi Ultracycling (vedi post)e ci siamo lasciati con il desiderio di raccontarvi di più e soprattutto di parlarvi di un nuovo progetto che l’ASD ha in serbo per il futuro e che noi di Pedalirurali abbiamo deciso di supportare. Ripartiamo da dove ci siamo lasciati con l’intervista.

L’intervista

Ciao Sarah e ciao Roberto, ben ritrovati, siete pronti per rispondere a qualche altra domanda?

Ciao Alessandro, ben trovato anche a te, certo, siamo prontissimi, abbiamo un pò di aneddoti che ci piacerebbe condividere e poi vorremo parlare dei Follettiavventura, come ben sai è un progetto che ci sta molto a cuore e che ci aiuterà a fare un importante passaggio.


Prima di andare avanti vi chiediamo di supportarci seguendo la nostra pagina facebook  e visitando il nostro fantastico shop. Vi invitiamo a contattarci per qualsiasi informazione o per condividere idee tramite la sezione About . Buon proseguimento!


Ok ragazzi, allora partiamo! Visto che mi avete lanciato l’invito, raccontatemi questi aneddoti.

Il primo bellissimo ricordo e di poco più di un anno fa. Stavamo partecipando al campionato europeo 24h MTB WEMBO, in corsa Roberto e Alessio. Alessio era iscritto come élite per concorrere solamente per la classifica assoluta, Roberto affrontava la sua prima volta in gara nella faticosa categoria single-speed. Con noi in assistenza Io (Sarah), il nostro grande amico e driver Giuliano e i meccanici Lucy e Mario di Corazzin Bike.

La sera prima della partenza, nonostante la tesione a mille, abbiamo deciso di darci un pò alla pazza gioia per rilassare il corpo e la mente abbiamo deciso di lanciarci in una lunga serie di balli scatenati.

L’indomani la gara inizia sotto una pioggia battente, perdiamo sin da subito il nostro uomo di classifica, Alessio, per via di una brutta caduta. Roberto, che era partito da gregario, in una categoria che non lo vedeva in alcun modo favorito, si ritrova in testa e la mantiene per ben 16 ore consecutive.

Le 24 Ore sono gare dure, non conta solo il corpo, ma anche la mente, ed è nei frangenti di affaticamento mentale che entra in gioco il team di supporto. Infatti, ho dovuto prendere in mano la situazione e scuotere Roberto, non gli sembrava vero di poter essere vicino al coronamento di un grande sogno, la maglia di campione europeo, e questo gli ha generato un blocco mentale.

24 ore dopo, Roberto indossava la maglia di campione Europeo.

Complimenti Roberto, pensa cosa sarebbe successo se avessi corso da uomo di classifica. Ogni tanto corre anche Sarah o vi aiuta solo a vincere?

Sarah è tra quelli che macina più chilomentri, ed a proposito di aneddoti avrei piacere di parlare di una sua grande impresa, la Terminillo ultra marathon, una gara di ultracycling non stop alla quale ha partecipato in modalità solo (self supported). In questo tipo di competizioni non si ha un supporto sul campo, ma noi come team ci siamo sempre e da remoto oltre a seguire la gara facciamo anche da navigatori.

In piena notte, mentre #lamammavolante percorreva la zona del terremoto dell’Abruzzo, il nostro  Mauro da casa la teneva sul pezzo e la aiutava a trovare una fontana aperta. Alleviava la stanchezza di Sarah e la liberava di un attività, la ricerca dell’acqua, che altrimenti avrebbe dovuto fare da sola. Questo per me è un ottimo esempio di squadra che ha poi portato alla vittoria di quella competizione.

Folletti avventura

Siamo arrivati alla fine di questo viaggio, due articoli che hanno visto protagonisti il team Folletti verdi ultracycling, intensi e ricchi di emozioni. Abbiamo ancora un ultima carta da svelare ed è quella che più ci ha affascinato e ci ha condotto fino a questo punto, i Folletti Avventura.

Follettiavventura è una idea nata nel 2017 quando Roberto partecipò alla 20k ultratrail, durante quell’anno sabbatico lontano da allenamenti e da gare, ha potuto vivere un evento di lunga distanza con un approccio diverso. L’agonismo, che per lui è uno stile di vita, in quell’evento ha lasciato spazio ad un ciclismo diverso.

Un ciclismo che ti fa apprezzare la condivisione del momento e della fatica, un ciclismo che punta a farti vivere momenti di avventura. Momenti in cui puoi fermarti ad ammirare il panorama e tutto quello che la natura ci ha regalato, senza dover guardare un cronometro. Un viaggio alla ricerca del posto da chiamare casa per la notte che verrà, un bivacco, un rifugio, una panchina, un campeggio, o semplicemente una tenda in un campo sotto un cielo stellato. Un modo per godersi ogni momento in libertà e senza troppe pretese.

Folletti Avventura è un sogno che si sta traformando in realtà. Una comunità in grado di accogliere tutti coloro che amano l’avventura sulle due ruote e che sono alla ricerca di qualcuno con cui condividerla. Folletti avventura saprà dare loro momenti di unione e condivisione, supporto e soprattutto saprà indirizzare tutte quelle persone che vogliono iniziare a vivere le lunghe distanze attraverso l’aiuto di tutti i soci.

Per saperne di più lasciateci nome ed indirizzo mail:

    The end

    per concludere, ringraziamo Roberto #ilcapitano e Sarah #la mamma volante, insieme a loro ringraziamo anche i partner tecnici e non del team, che saranno anche partner dei Folletti Avventura


    Se siete curiosi come noi, seguite la nostra pagina facebook ed il nostro blog perchè continueremo a parlare dei Folletti avventura.